Sappiamo
donde veniamo: i ricordi del mondo fuori popolano i nostri sonni e le
nostre veglie, ci accorgiamo con stupore che nulla abbiamo dimenticato,
ogni memoria evocata ci sorge davanti dolorosamente nitida. Ma dove
andiamo non sappiamo. Potremmo forse
sopravvivere alle malattie e sfuggire alle scelte, forse anche
resistere al lavoro e alla fame che ci consumano: e dopo? Qui, lontani
momentaneamente dalle bestemmie e dai colpi, possiamo rientrare in noi
stessi e meditare, e allora diventa chiaro che non ritorneremo. Noi
abbiamo viaggiato fin qui nei vagoni piombati, non abbiamo visto partire
verso il niente le nostre donne e i nostri bambini; noi fatti schiavi
abbiamo marciato cento volte avanti e indietro alla fatica muta, spenti
nell'anima prima che dalla morte anonima. Noi non ritorneremo.
(Primo
Levi/Se questo è un uomo)

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